Installare un traliccio in zona sismica: obblighi NTC 2018, iter autorizzativo e criteri progettuali
In Italia oltre il 44% del territorio ricade in zona sismica 1 o 2. Un traliccio installato in queste aree richiede verifiche strutturali specifiche, deposito al Genio Civile e parametri di progetto diversi da quelli usati in pianura. Guida pratica all'iter.
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- Territorio in zona 1-2 /
- 44%
- Normativa /
- NTC 2018 + Circ. 2019
- Deposito obbligatorio /
- Genio Civile


Le zone sismiche italiane: un dato spesso sottovalutato
L'Italia è il Paese europeo con il più alto rischio sismico in termini di combinazione tra frequenza degli eventi, densità abitativa e vulnerabilità del costruito. Il territorio nazionale è classificato in quattro zone sismiche (1, 2, 3, 4) sulla base dell'accelerazione di picco al suolo ag attesa con probabilità di superamento del 10% in 50 anni:
Zona 1 — ag > 0,25g: massima pericolosità. Comprende buona parte di Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata e le zone appenniniche di Abruzzo, Marche, Umbria.
Zona 2 — 0,15g ag ≤ 0,25g: pericolosità media-alta. Molise, Puglia settentrionale, Lazio orientale, Friuli, parte del Veneto.
Zona 3 — 0,05g ag ≤ 0,15g: pericolosità media-bassa. Gran parte del Nord Italia, Toscana, Lazio costiero.
Zona 4 — ag ≤ 0,05g: pericolosità molto bassa. Pianura Padana, Sardegna.
Nelle zone 1 e 2 — che coprono oltre il 44% del territorio nazionale e molte delle aree dove si concentra il nuovo rollout telecom — la progettazione di qualsiasi struttura fissa, inclusi i tralicci per telecomunicazioni, deve rispettare le prescrizioni sismiche del Decreto Ministeriale 17 gennaio 2018 (NTC 2018) e della relativa Circolare applicativa del 21 gennaio 2019.
Quando un traliccio è "struttura nuova" e quando è "sopraelevazione"
La prima distinzione da fare è tra installazione a terra e installazione su edificio esistente, perché i due casi aprono iter autorizzativi e obblighi strutturali diversi.
Traliccio a terra su fondazione dedicata
È una struttura nuova a tutti gli effetti. Richiede progetto strutturale firmato da ingegnere abilitato, verifica sismica secondo NTC 2018, fondazione dimensionata per i carichi statici e sismici combinati. Non modifica la struttura di alcun edificio esistente, quindi non richiede valutazione della sicurezza dell'edificio. Il deposito al Genio Civile regionale è obbligatorio in zone 1, 2 e 3.
Traliccio su copertura di edificio esistente
È una sopraelevazione ai sensi del DPR 380/2001. Oltre al progetto della struttura metallica, è necessaria una valutazione della sicurezza dell'edificio ospitante che dimostri che il fabbricato regge i carichi aggiuntivi — sia statici che sismici. Se la valutazione evidenzia carenze, scatta l'obbligo di adeguamento o miglioramento sismico dell'edificio prima dell'installazione. In pratica, un traliccio su tetto in zona sismica 1 può richiedere un intervento strutturale sull'edificio che costa molto di più del traliccio stesso.
I parametri di progetto sismico per un traliccio
Il calcolo sismico di un traliccio per telecomunicazioni segue il capitolo 7 delle NTC 2018 (Progettazione per azioni sismiche). I parametri fondamentali sono:
Vita nominale (VN): per strutture ordinarie è 50 anni. Per strutture strategiche (es. tralicci che supportano reti di emergenza) può essere 100 anni, con conseguente incremento dei carichi sismici di progetto.
Classe d'uso (CU): le classi vanno da I (agricola) a IV (ospedali, strutture strategiche). Un traliccio telecom standard è classe II o III. La classe d'uso moltiplica il periodo di ritorno dell'azione sismica.
Periodo di ritorno (TR): combinando VN e CU si ottiene il periodo di ritorno per lo stato limite ultimo (SLV). Per un traliccio classe II con VN 50 anni il TR è 475 anni.
Accelerazione ag e forma spettrale: ricavati dai parametri sismici del sito (latitudine/longitudine del Comune) dalla banca dati INGV. Ogni Comune ha valori diversi; i valori del capoluogo non sono validi per tutto il territorio comunale.
Categoria del suolo: da A (roccia) a E (terreni alluvionali), amplifica l'azione sismica di un fattore SS che può arrivare a 1,8 per terreni di categoria C o D.
L'iter autorizzativo passo per passo
In zona sismica 1 e 2, l'iter per un traliccio a terra comprende i seguenti passaggi:
Acquisizione dei parametri sismici del sito: tramite il foglio di calcolo INGV o software di progetto strutturale. Il progettista deve georeferenziare il sito con coordinate precise.
Progetto strutturale definitivo: comprende relazione di calcolo (analisi statica e sismica), disegni esecutivi, piano di controllo di qualità dei materiali. Firma di ingegnere o architetto abilitato.
Deposito al Genio Civile regionale: obbligatorio nelle zone 1, 2 e 3. Il deposito deve avvenire prima dell'inizio dei lavori. In zone 1 e 2 è richiesto anche il parere favorevole del Genio Civile (non solo il deposito) prima di poter cominciare le fondazioni.
Titolo edilizio comunale: SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) o permesso di costruire, in funzione della normativa locale. Molti Comuni in zona sismica richiedono il permesso di costruire anche per strutture che altrove sarebbero soggette a SCIA.
Collaudo strutturale: obbligatorio per tutte le strutture in zona sismica. Il collaudatore, nominato prima dell'inizio dei lavori, effettua ispezioni in corso d'opera e al termine, e rilascia il certificato di collaudo.
Certificato di agibilità: richiesto in alcuni Comuni prima dell'attivazione degli apparati.
Cosa cambia in pratica per chi installa tralicci
La differenza tra un cantiere in zona 4 e uno in zona 1 non è solo burocratica. Cambia il dimensionamento strutturale concreto:
Le fondazioni devono essere più profonde e con più tirafondi, perché le forze orizzontali sismiche si combinano con quelle del vento invece di essere trascurabili.
Le sezioni trasversali dei montanti possono aumentare di 15-25% rispetto a un progetto in zona 4 a parità di altezza e carichi antennistici.
La bulloneria richiede verifiche di scorrimento (grip) oltre alle verifiche di trazione, perché il sisma genera forze che tendono a fare scorrere i giunti.
La piastra di base e i tirafondi devono essere dimensionati per resistere allo sfilamento (forze di trazione) che si genera quando il momento sismico supera il peso proprio della struttura.
Per BMB, lavorare in zona sismica significa produrre strutture con tolleranze più strette, documentazione di qualità dei materiali completa (certificati di collaudo acciaio, certificati di zincatura) e — soprattutto — coordinamento tra il progettista strutturale, il Genio Civile e il committente prima che arrivi il camion in cantiere. Un errore nella sequenza autorizzativa blocca il cantiere per settimane.
Il collaudo: il documento più importante per chi gestisce la struttura
Il certificato di collaudo strutturale rilasciato al termine dell'installazione è il documento che attesta la conformità della struttura al progetto depositato al Genio Civile. Contiene: verifica della corrispondenza tra progetto e opera realizzata, risultati delle prove sui materiali, misurazioni di verticalità e geometria, verifica dei serraggi della bulloneria.
Questo documento non è solo un adempimento formale: è la prova documentale che in caso di evento sismico la struttura è stata costruita secondo le regole. Senza collaudo, il proprietario del sito risponde personalmente dei danni causati da un eventuale cedimento — indipendentemente da chi ha costruito o installato la struttura.
BMB consegna il verbale di collaudo insieme alla documentazione di fine cantiere per ogni installazione in zona sismica, in modo che il cliente disponga di tutti gli elaborati richiesti dal DPR 380/2001 e dalle NTC 2018.
Fonti /
- 01DM 17.01.2018 — Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018)
- 02Circolare 21 gennaio 2019 n. 7 — Istruzioni applicative NTC 2018
- 03DPR 380/2001 — Testo Unico per l'Edilizia
- 04INGV — Parametri sismici per sito (pericolosità sismica nazionale)
- 05Lexambiente — Traliccio telecom su edificio e disciplina antisismica (Consiglio di Stato)
