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Carpenteria

Come progettare controventi per torri in acciaio

Come progettare controventi per torri in acciaio: carichi, nodi, fondazioni e verifiche per strutture durevoli, sicure e conformi alle norme vigenti.

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L’altezza non si improvvisa. Sapere come progettare controventi per torri significa definire un sistema capace di trasferire con continuità le azioni del vento, del sisma, delle antenne e delle attività manutentive fino alle fondazioni. In una torre per telecomunicazioni, il controvento non è un elemento accessorio: determina rigidezza globale, stabilità dei pannelli, comportamento dei nodi e affidabilità dell’opera lungo il suo ciclo di vita.

La scelta corretta nasce da dati misurabili: geometria della torre, posizione, categoria del terreno, quota, apparecchiature presenti e loro possibili ampliamenti. Solo dopo questa lettura è possibile dimensionare aste, bulloneria, piastre e fondazioni con una responsabilità progettuale completa.

Come progettare controventi per torri: partire dalle azioni reali

Il primo errore consiste nel selezionare una configurazione di controvento partendo soltanto dall’altezza della struttura. Due torri della stessa quota possono richiedere soluzioni molto diverse se cambiano esposizione al vento, sezione dei montanti, area equivalente delle antenne, numero di parabole, presenza di scale, passerelle, cavi guida o dispositivi accessori.

Per una torre reticolare, il modello strutturale deve considerare le azioni permanenti, variabili e ambientali. Il peso proprio della carpenteria e degli apparati è solo una parte del problema. Spesso è il vento a governare il progetto, soprattutto nelle porzioni superiori dove l’effetto dinamico, la maggiore esposizione e le superfici degli impianti trasmissivi incrementano le sollecitazioni su diagonali e connessioni.

In aree soggette a sisma, la verifica deve includere anche la risposta della struttura alle accelerazioni orizzontali. La massa concentrata delle apparecchiature, distribuita a quote differenti, influenza il comportamento globale. Non basta verificare la singola diagonale: occorre valutare spostamenti, deformabilità dei pannelli, effetti del secondo ordine e ripartizione delle azioni fra tutti gli elementi resistenti.

La progettazione deve inoltre distinguere fra configurazione iniziale e configurazione finale prevedibile. Una torre dimensionata per un solo gestore o per una dotazione limitata può diventare insufficiente quando vengono aggiunti nuovi apparati. Prevedere riserve di capacità, quando richiesto dal programma infrastrutturale, evita rinforzi invasivi e fermi operativi successivi.

Geometria del pannello e scelta dello schema di controvento

I controventi trasformano un insieme di montanti in una struttura stabile nello spazio. La loro efficacia dipende dalla geometria del pannello, dalla continuità del percorso dei carichi e dalla qualità del nodo. Una diagonale ben dimensionata ma collegata a una piastra non verificata non risolve il problema: sposta semplicemente il punto debole.

Nelle torri reticolari sono frequenti schemi a croce di Sant’Andrea, a V, a K o con diagonali semplici. Non esiste una soluzione valida in ogni condizione. La croce di Sant’Andrea offre un percorso diretto delle azioni e una buona ridondanza, ma richiede una gestione attenta dell’interferenza fra aste e collegamenti. Le configurazioni a V o a K possono essere utili quando il layout deve lasciare spazio a scale, ripiani, impianti o accessi interni, ma concentrano le azioni in nodi che devono essere progettati di conseguenza.

La scelta dipende anche dal fatto che le diagonali lavorino prevalentemente a trazione, a compressione o in modo alternato al variare della direzione del vento. Gli elementi snelli soggetti a compressione richiedono una verifica accurata dell’instabilità. In questi casi contano lunghezza libera d’inflessione, vincoli effettivi ai nodi, imperfezioni geometriche e classe della sezione. Ridurre una sezione perché una diagonale risulta adeguata a trazione, senza verificare il caso opposto, è una semplificazione che può compromettere la stabilità del pannello.

Sezioni, acciaio e dettagli costruttivi

Le aste di controvento possono essere realizzate con angolari, profili tubolari o altri elementi di carpenteria compatibili con la configurazione della torre. La selezione non riguarda soltanto la resistenza nominale. Occorre valutare facilità di produzione, accessibilità alla zincatura a caldo, possibilità di ispezione, comportamento a fatica ove pertinente e compatibilità con i collegamenti esistenti.

L’acciaio deve essere identificato e accompagnato dalla documentazione prevista, mentre spessori, fori e raggi di raccordo devono rispettare le tolleranze di officina e di montaggio. Su strutture esposte, anche il dettaglio apparentemente minore ha un peso pluridecennale: ristagni d’acqua, fessure non drenate e superfici difficili da proteggere possono accelerare il degrado della carpenteria.

La protezione dalla corrosione va quindi definita già in fase progettuale. Zincatura a caldo e cicli di verniciatura rispondono a condizioni differenti di esposizione, logistica e manutenzione. La scelta deve essere coerente con l’ambiente di installazione e con il piano di ispezione, non trattata come una finitura da decidere alla fine.

I nodi trasferiscono le azioni, non solo le aste

Un controvento trasferisce le sue forze attraverso bulloni, piastre di collegamento, saldature previste in officina e montanti. Ogni nodo richiede verifiche a taglio, trazione, rifollamento, blocco a taglio e resistenza delle piastre. Anche l’eccentricità tra l’asse della diagonale e il punto di connessione va considerata, perché può generare momenti aggiuntivi non trascurabili.

Nelle torri modulari, la ripetibilità dei pannelli è un vantaggio produttivo e logistico, ma non autorizza a trattare tutti i nodi come identici. Le zone di base, i cambi di sezione, i livelli con apparati concentrati e le parti terminali sono spesso caratterizzati da sollecitazioni specifiche. Il dettaglio deve rimanere montabile in quota con attrezzature adeguate, senza richiedere adattamenti di cantiere che alterino il progetto.

La classe della bulloneria, le coppie di serraggio dove applicabili, la protezione dei collegamenti e l’accessibilità per i controlli devono essere indicati nella documentazione esecutiva. Un montaggio corretto richiede marcatura degli elementi, distinta dei componenti, sequenza operativa e controlli finali. La precisione millimetrica in officina ha valore solo se viene mantenuta fino all’ultimo serraggio in quota.

Fondazioni e vincoli: il controvento termina nel terreno

La rigidezza della torre non dipende soltanto dalla sua elevazione. Fondazioni e ancoraggi definiscono le condizioni al piede e partecipano alla risposta complessiva. Le reazioni trasmesse dai controventi producono combinazioni di compressione, trazione, taglio e momento che devono essere compatibili con terreno, geometria dei plinti, armature previste e sistemi di fissaggio.

Per torri strallate, il tema si estende agli ancoraggi degli stralli e alla loro interazione con il terreno. Per torri autoportanti, diventano centrali il comportamento dei piedi, la distribuzione delle reazioni e la capacità di contrastare sollevamenti localizzati. In entrambi i casi, una relazione geotecnica adeguata e un rilievo affidabile sono parte del progetto strutturale, non documenti separati dal dimensionamento della carpenteria.

Quando si interviene su una struttura esistente, la verifica deve partire dallo stato reale: rilievo geometrico, identificazione delle sezioni, controllo di corrosione, stato di bulloni e saldature, verifica delle fondazioni disponibili e confronto con i carichi attuali. Un rinforzo efficace può richiedere nuove diagonali, sostituzione di elementi degradati, irrigidimento dei nodi o adeguamento delle basi, ma la soluzione va definita sul modello della struttura rilevata, non su disegni storici incompleti.

Calcolo, conformità e verifiche finali

Il progetto dei controventi deve essere sviluppato secondo la normativa strutturale applicabile, incluse le prescrizioni sismiche e le procedure autorizzative richieste nel luogo di installazione. Le Norme Tecniche per le Costruzioni, gli Eurocodici richiamati e le disposizioni locali definiscono il quadro di riferimento, ma la conformità richiede anche coerenza tra calcolo, elaborati costruttivi, produzione e montaggio.

Una documentazione efficace comprende relazione di calcolo, disegni esecutivi, particolari dei nodi, distinta materiali, specifiche di protezione superficiale, piano dei controlli e indicazioni di montaggio. Al termine dell’installazione, la verifica statica certificata e il riscontro della configurazione effettivamente realizzata chiudono il passaggio tra progetto e opera esercibile.

BMB Srl affronta questo percorso integrando progettazione strutturale, carpenteria, trattamenti protettivi, logistica e montaggio. È un approccio utile quando la responsabilità non può fermarsi al disegno, ma deve arrivare alla struttura installata e verificata.

Un controvento progettato bene non richiama attenzione quando la torre è in esercizio. Rimane al suo posto, trasferisce le azioni previste e rende possibili ispezioni, manutenzioni e futuri adeguamenti senza trasformare ogni intervento in un’incognita.

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